Tema di Sfilata
La comparsa maggiore apre la sfilata della Contrada Massarella: scudo, bandiere e vessillo introducono i colori rosa celeste. Segue il Capitano con l’emblema di Contrada scortato dal Soldato e dal suo Portaelmo. Il Barbaresco conduce il cavallo , due dame recano la casacca e lo zucchino del fantino. Il Portainsegna introduce il Gruppo Musici e Sbandieratori.
Chiudono i quattro Palii vinti dalla Contrada.
Trenta anni di Palio: in tutte queste edizioni la Contrada Massarella ha cercato di far conoscere la storia millenaria del Paese, l’antica Massapiscatoria rappresentando fatti, avvenimenti e momenti di vita quotidiana. Ma il filo conduttore che da sempre ha contraddistinto la vita del paese e che ha contribuito a formare il carattere dei suoi abitanti è stato sicuramente il Padule. La caccia, la Pesca assieme alla raccolta delle erbe palustri, sono stati per secoli fondamentali pilastri dell’economia padulana.Intere generazioni hanno attinto risorse e benefici da questa attività.
Alcuni cacciatori sfilano con i loro cani: questa era la famosa caccia “alla pedona”. Erano i cani che scovavano la selvaggina, facendola alzare in volo e poi riportavano al padrone gli animali abbattuti. Altro tipo di caccia era quello detto a “sbarchettare” metodo che prevedeva la mobilità dei cacciatori con le imbarcazioni le quali si inoltravano silenziose nei canneti. Ed ecco quindi il tipico barchino carico di stampe da richiamo.
L’ambiente palustre attirava anche comitive di ricchi signori di Città che pagavano gli esperti cacciatori del luogo per organizzare loro battute di caccia.
Tre ricchi borghesi accompagnati dal padulano, fanno belle mostra delle loro prede. Segue il Cesto usato per la caccia di appostamento. Costituito da una piattaforma rialzata sull’acqua, detta”pulpito”, ben mimetizzata in un canneto a resa più stabile da rami di salice piantati tutto intorno. A un lato veniva lasciata un’apertura per entrare con il barchino.
Ai lati del cesto due figure di cacciatori particolari: erano coloro che attiravano la selvaggina riuscendo a riprodurre con la bocca il verso di alcune specie di uccelli.
Alcune donne hanno nelle loro stie le anatre un’altra pela la selvaggina un’altra ancora intenta a intrecciare una cesta di gaggie. Tutte attività correlate alla caccia riservate però alle donne.. Non manca inoltre la tipica famiglia padulana composta dal capoccia, dalla moglie e dai loro figli. L’autorità del capofamiglia non veniva mai messa in discussione: tutti erano a lui sottomessi. Il capoccia era un autentico padulano, praticava indistintamente caccia e pesca e amava raccontare quando ne aveva l’occasione, le sue uscite in padule arricchendole con aneddoti che ….tendevano sempre ad aumentare il numero della selvaggina abbattuta o del pesce pescato. La moglie teneva in ordine gli ambienti della povera casa, si occupava dei figli e accudiva gli animali domestici, per lo più anatre starnazzanti che la seguivano dal padule alla casa. I ragazzi abituati come erano a vivere all’aria aperta crescevano sani e robusti.
Per tutta questa gente il padule ampio e selvaggio significava la vita.
A chiusura due figuranti portano un quadro che riproduce un angolo di padule in inverno, stagione di maggior fascino e bellezza.